PUGLIA - Arrestati quattro usurai, nelle province di Bari e BAT, che applicavano interessi fino al 1.000%: ecco i nomi...
Pubblicato da redazione in Puglia · 15 Aprile 2025
Tags: cronaca, puglia, arresti, usurai, province, di, BAT, bari, interessi, fino, al, 1.000%, imprenditricecronaca, puglia, arresti, usurai, province, di, BAT, bari, interessi, fino, al, 1.000%, imprenditrice
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Un'associazione per delinquere
finalizzata all'usura, estorsione, riciclaggio ed esercizio abusivo di attività
finanziaria nei confronti di imprenditori delle province di Bari e
Barletta-Andria-Trani è stata scoperta dalla Guardia di finanza che ha
arrestato quattro persone.In tre sono finite in carcere: si tratta dei fratelli Giovanni e Lorenzo
Curci, di 55 e 54 anni, e del 39enne Pasquale Pellegrino.
Agli arresti domiciliari è finito il 76enne Mario Maiellaro; l'inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani, conta complessivamente 12
indagati ed è partita dalla denuncia della imprenditrice alla quale il gruppo
aveva prestato del denaro pretendendo, tra il 2021 e il 2023, interessi annui
tra il 70% e più del 1.000%.
Dalle indagini è emersa una
rete di prestiti usurari il cui giro d'affari complessivo è di circa 600mila
euro. L'imprenditrice che ha denunciato avrebbe messo a verbale non solo le
richieste di denaro ma anche le minacce subite dal 76enne che avrebbe agito per
conto dei due fratelli considerati dagli inquirenti i veri usurai.
Dalle intercettazioni
telefoniche e ambientali, e dalle perquisizioni eseguite nel luglio 2023 con
successivo sequestro probatorio di numerosi titoli di credito, tra cui
cambiali, assegni, matrici di assegni, sarebbero emerse le responsabilità degli
indagati che avrebbero prestato soldi a diversi imprenditori anche a tassi annui
del 360%.
Nel corso delle indagini i finanzieri si sono imbattuti anche in una
evasione fiscale "da parte dei soci di diritto e di fatto di una società,
attiva nel settore calzaturiero, che gli indagati avrebbero utilizzato per dare
una parvenza legale all'attività creditizia, attraverso l'emissione e
l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti", spiegano i finanzieri.
I militari hanno eseguito
anche un sequestro preventivo di beni riconducibili agli indagati per un valore
complessivo di circa 3,5 milioni di euro.
Una somma considerata dagli
investigatori il profitto dei reati di usura, sottrazione fraudolenta al
pagamento delle imposte e riciclaggio.