CAROSINO - Assassinio del brigadiere Carlo Legrottaglie: Camillo Giannattasio fa nuovamente scena muta davanti al gip
Pubblicato da redazione in Carosino · 24 Giugno 2025
Tags: assassinio, brigadiere, indagini, CamilloGiannattasio, commerciante, incensurato, pistole, fucile, cronaca, omicidio, ucciso, carabiniere, pensione, conflittoafuoco, sparatoria, rapinatori, cattura, Falchi, canimolecolari, morto, sparato, Legrottaglie, mastropietro, arresto, omicidio, militare, scenamuta, gip
Tags: assassinio, brigadiere, indagini, CamilloGiannattasio, commerciante, incensurato, pistole, fucile, cronaca, omicidio, ucciso, carabiniere, pensione, conflittoafuoco, sparatoria, rapinatori, cattura, Falchi, canimolecolari, morto, sparato, Legrottaglie, mastropietro, arresto, omicidio, militare, scenamuta, gip

Si è avvalso della facoltà di non
rispondere Camillo Giannattasio, 57 anni,
comparso nelle scorse ore davanti al giudice per le indagini preliminari
del Tribunale di Brindisi per l'interrogatorio di garanzia.
L'uomo, arrestato il 12 giugno dalla polizia di Grottaglie, è accusato di
concorso nell'omicidio del brigadiere dei carabinieri Carlo Legrottaglie,
ucciso a Francavilla Fontana durante un inseguimento.
Secondo l'ordinanza di
custodia cautelare, Giannattasio avrebbe rafforzato e istigato la condotta
violenta del complice Michele Mastropietro, 59enne di Carosino, che esplose più
colpi di pistola semiautomatica all'indirizzo del brigadiere Legrottaglie,
colpendolo in una zona vitale e provocandone la morte per emorragia massiva.
Il giudice ha evidenziato che i
due avevano appena commesso un atto di resistenza a pubblico ufficiale e agito
nel tentativo di garantirsi l'impunità per altri reati, tra cui ricettazione,
porto illegale di arma comune e clandestina.
La ricostruzione dei fatti si
fonda sul racconto del carabiniere Costanzo Garibaldi, in pattuglia con
Legrottaglie; durante l'inseguimento da parte dei carabinieri, i due fuggitivi
mostrarono gesti di sfida - tra cui il dito medio rivolto ai militari dal
finestrino - e percorsero contromano vari tratti stradali, prima di schiantarsi
contro un palo.
Scesi dall'auto, Mastropietro aprì il fuoco contro Legrottaglie
e poi contro altri agenti. Giannattasio, secondo il gip, non si limitò a
guidare, ma partecipò attivamente alla pianificazione e all'azione, mostrando
una chiara volontà criminale.
Le perquisizioni eseguite in
seguito portarono alla scoperta di un arsenale clandestino tra la casa e il
negozio di ferramenta dell'indagato.
Si tratta di pistole prive di matricola,
fucili, munizioni, coltelli, passamontagna: un quadro ritenuto
"gravissimo" e indicativo di elevata pericolosità sociale, tanto da
giustificare la custodia cautelare in carcere senza alternative.