BARI - Distrazione di fondi dall’Agenzia regionale per il Turismo, nove indagati per peculato e riciclaggio: sequestro di beni anche a Taranto
Pubblicato da redazione in Bari · 19 Novembre 2025
Tags: cronaca, distrazionedifondi, AgenziaregionaleperilTurismo, indagati, peculato, riciclaggio, sequestrodibeni, Taranto
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I finanzieri hanno dato esecuzione, nelle province di Bari, Cremona,
Taranto e Cagliari, a due decreti di sequestro preventivo aventi ad oggetto
denaro, beni mobili e immobili, per un valore complessivo di oltre 800 mila
euro, emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su
richiesta della Procura della Repubblica.Le persone destinatarie dei provvedimenti cautelari sono indagate in
concorso tra loro e a vario titolo, per le ipotesi delittuose di peculato,
riciclaggio e autoriciclaggio di fondi indebitamente distratti dai conti
dell’Agenzia Regionale del Turismo della Regione Puglia.
Le operazioni di sequestro costituiscono l’epilogo degli ulteriori
approfondimenti investigativi in relazione al sistematico utilizzo di denaro
pubblico per fini personali da parte del Dirigente Generale ad interim, poi
deceduto della Agenzia Regionale del Turismo, di concerto con l’allora
Responsabile dell’Ufficio pagamenti, all’esito dei quali é stato possibile
ricostruire nuove condotte distrattive perpetrate con le medesime modalità.
Si tratta, in prevalenza, di emolumenti stipendiali e “fuori busta”
corrisposti, nel periodo tra il 2017 e il 2022, al Responsabile dell’Ufficio
pagamenti e ad altro pubblico funzionario a capo di un diverso Ufficio dello
stesso Ente, sono risultati
ingiustificati e macroscopicamente eccedenti quelli loro dovuti.
In tale ambito, sono stati inoltre individuati: diverse operazioni per
importi di minor entità effettuate appannaggio di familiari e sodali dei
principali indagati, i quali, nella consapevolezza della provenienza illecita
del denaro, avrebbero contribuito a “ripulire” le somme loro accreditate.
Le condotte illecite scoperte si inquadrano in un vero e proprio
“metodo”, adottato per anni, con cui i pubblici funzionari avrebbero
sistematicamente “dirottato” risorse pubbliche appropriandosene per finalità di
natura esclusivamente personale.