ACQUAVIVA DELLE FONTI – Sanità: all'ospedale Miulli somministrato per la prima volta il tirzepatide, un farmaco per la cura delle ipoglicemie gravi
Pubblicato da redazione in Acquaviva delle Fonti · 30 Ottobre 2025
Tags: medicina, salute, sanità, ospedaleMiulli, somministrazione, tirzepatide, farmaco, curadelleipoglicemiegravi
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All'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti è stato usato per la prima volta il farmaco tirzepatide per trattare forme gravi di ipoglicemia, che non possono essere controllate con i trattamenti convenzionali.Lo annuncia il presidio sanitario in una nota, sottolineando che il caso è descritto sulla rivista scientifica 'Jcem case reports', della Oxford university press, e "apre nuove prospettive terapeutiche per i pazienti che, a seguito di interventi chirurgici allo stomaco o al duodeno, sviluppano alterazioni nel controllo del glucosio".
Il farmaco è stato somministrato nell'unità di Endocrinologia su una donna di 40 anni, affetta da ipoglicemie severe e ricorrenti dal 2020, dopo un intervento di rimozione totale di stomaco e duodeno e la conseguente necessità di nutrizione endovenosa.
Nonostante numerosi tentativi terapeutici, le crisi ipoglicemiche continuavano a verificarsi più volte al giorno, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita.
E' stato quindi compreso che la paziente, priva di stomaco e duodeno, mostrava un deficit degli ormoni Gip e una ridotta secrezione di Glp-1, determinando un'eccessiva risposta insulinica, causa delle ipoglicemie.
Sulla base di questa ipotesi, gli endocrinologi del Miulli hanno introdotto la tirzepatide, un farmaco che agisce contemporaneamente sui recettori di Gip e Glp-1, ripristinando in parte il controllo ormonale mancante.
Per la paziente si tratta di "un miracolo dopo più di sei anni. È fantastico uscire senza portarsi dietro le fiale di glucosio e senza la paura di ipoglicemie continue o di sentirsi male e svenire per strada".
"La tirzepatide - conclude il direttore dell'unità, Sebastio Perrini - potrebbe rappresentare un'opzione promettente anche per pazienti non diabetici e non obesi, con ipoglicemie legate a interventi gastrici o a disturbi dell'assorbimento intestinale".